Scroogled in italiano, il diritto d'autore e gli scandali della traduzione
Per collane di ruggine ho tradotto in italiano Scroogled, l'ultimo racconto di
Cory Doctorow, una distopia neanche troppo fantastica, un po'
didascalica ma molto illustrativa, sulle possibilità di intrusione di
Google nella vita privata di ogni singola persona.
Ieri sera, nel pubblicarlo, mi è venuto il magone a scoprire che un'altra traduzione italiana già esisteva, pubblicata da pochissimi giorni, e mi è sembrato di aver perso tempo, e ho trovato inutile anche aver scritto all'autore per chiedergli, appunto, se qualcuno stesse già traducendo e ricevere la risposta che no, nessuno lo stava facendo e potevo andare avanti.
Ma
a rifletterci ora, a sangue freddo, dopo aver passato una serata un po'
isterica blandita dalla birra e dalle ultime puntate della prima serie
di Heroes, mi dico che no: non ho perso tempo, che un autore
non può sapere tutto quello che succede di una sua opera rilasciata
sotto una licenza Creative Commons che lascia libertà di modifica e che soprattutto la semplice presenza di una licenza che lascia solo alcuni diritti riservati cambia il modo di intendere l'opera, tradotta o meno. (Continua)








