mia madre non era femminista
Mia madre non era femminista, ma per certi versi mi ha cresciuto come se lo fosse.
Eppure quando mi ha fatto mica è stata a pensarci su. E prima, ventenne nel '68 in una grande città, quelle lotte le ha viste solo da lontano, chissà se con curiosità o con paura.
Di mia madre, da quando non c'è più, ricerco memorie manuali, i suoi insegnamenti pratici, e i suoi sguardi. A lungo, mentre era viva, ho cercato in lei aneliti di ribellione, di indignazione politica. Pur avendo un profondo senso etico della giustizia, le scelte più drastiche che abbia mai compiuto sono sempre rimaste rinchiuse nella sua immediata sfera privata. Sfatata ahimè da tempo l'idea che il sentire libertario, egualitario e critico sia universale, ho smesso anche di cercare quegli aneliti in lei, ma in realtà comincio a intravedere, oggi più che mai, l'impulso di sopravvivenza, se non di resistenza, e senz'altro la gioia di vivere in maniera autonoma che ha mosso gran parte della sua vita, e che di certo ha dato un'impronta al suo rapporto con me. (Continua)
Powered by NoBlogs.org and A/I Collective.




