reginazabo

fico d'india nano fiorito

— Inviato da reginazabo @ 23:51


questo fico d'india nativo dei colli euganei me l'ha regalato un losco autoctono. da poco gli ho cambiato posizione e il cactus si è accorto subito dell'arrivo dell'estate fiorendo praticamente sotto i miei occhi.

sgomento

— Inviato da reginazabo @ 23:02
sgomenta di fronte a questa notizia, trovo questo post che mi fa salire le lacrime agli occhi e credo sia doveroso linkare e consigliare. E sono dispiaciuta di non saper fare altro che esprimere sgomento, per ora almeno.

Spontaneismi, cicli naturali e ricette popolari

, — Inviato da reginazabo @ 01:30

Delle varie verdure piantate subito prima dell'inverno e piantate a inizio primavera, i risultati peggiori li ho ottenuti con i finocchi, che sono rimasti piccolini e tendevano a marcire nelle foglie più esterne, con i porri, che sono restati sottili e sono cresciuti solo in altezza, e con le cime di rapa di cui ho già parlato qui e che sono quelle che mi hanno stupito di più: seminate a metà febbraio (ma evidentemente in questo clima settentrionale non è il caso, oppure dovevo prima concimare il terreno, già sfruttato da qualche mese) erano fiorite senza buttare fuori nemmeno una fogliolina e quel poco che ero riuscita a ricavare era durissimo (ovvio: erano già fiorite). Allora ho estirpato l'estirpabile, ho zappato il terreno, l'ho concimato e ho piantato sedano e peperoni. E le cime di rapa sono rispuntate in mezzo alle altre piante, stavolta buttando fuori foglie succose da cui ho ricavato un'intera (!) porzione di cime in padella. Una soddisfazione tale, che ho deciso di riseminare le cime in un terreno concimato e con il clima attuale. Sulla confezione dei semi è scritto che si può. Vedremo cosa succede.

I finocchi e i porri, invece, non hanno fatto altro che seguire il loro ciclo naturale, e io gliel'ho lasciato fare, perché sono piante molto belle e perché così almeno ricavo i semi. Però quando poi i fiori del finocchio sono diventati gialli e li ho recisi per seccarli al buio avvolti nella carta come mi ha consigliato la mia amica riccia, le barbe mi hanno fatto venire voglia di ben altri climi, e anche se lo so che il finocchio selvatico è un'altra cosa, le ho usate lo stesso (quelle più tenere!) per la pasta con le sarde (alla milanisa) e per una variazione sul tema della Pasta c'u finuocchiu, della cui esistenza ero a conoscenza grazie a questo libro, e che ho adattato ispirandomi a questa ricetta.  (Continua)

ancora sulla bat-casetta

— Inviato da reginazabo @ 20:07
Finalmente ho finito la traduzione dell'orrido libro. Per festeggiare, mi sono finalmente ascoltata l'intervista di ombra a Paolo Agnelli, dell'Università di Firenze, sulla Bat Box, che spiega un sacco di cose su come procurarsi una bat-casetta, su come funziona e via dicendo.

pasta di pane 3 -- pizza di scarola

, — Inviato da reginazabo @ 01:00

Sto pian piano uscendo dal vortice lavorativo: la consegna dell'orrido libro è in dirittura d'arrivo e anche se non andrò in vacanza, comincio già a sentirmi una donna libera. In realtà oltre a occuparmi dell'orrido libro sono riuscita anche ad angosciarmi e a tormentarmi a livelli di ossessioni paranoiche per la china presa dall'autoritarismo, dal fascismo e dal razzismo italiani senza riuscire più di tanto a elaborare perché l'urgenza della consegna della traduzione non mi lasciava liberi tanti neuroni. Soprattutto non sono riuscita a scriverne, ma per fortuna altr* sono più lucid* di me (1 - 2 - 3), basta dare un'occhiata a diversi blog di NoBlogs, tra cui alcuni linkati qui in basso.

Nel frattempo, però, sta iniziando l'estate, e l'orto va avanti emergenze o meno. Una delle prime cose che sto raccogliendo è l'indivia, che ho seminato verso marzo e ora già bisogna raccogliere sennò fiorisce. Ne ho approfittato per preparare una ricetta tipica napoletana che aspettava solo la maturazione delle piantine: la pizza di scarola in versione vegetariana senza strutto o acciughe. (Continua)

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