reginazabo

l'esplosione dei fiori di zucca

, — Inviato da reginazabo @ 00:00

Come se piantandogli un girasole vicino gli avessi fatto un affronto, e non contente di averlo soffocato ben presto con le loro foglie, le zucche si sono prese la rivincita colorando ogni giorno di esuberante arancione tutto il campo conquistato avanzando di qualche millimetro all'ora.

Ogni tanto le sfoltisco, quando noto la comparsa di un frutto taglio i germogli più a valle per dare più linfa alla zucca. Finora, tra umidità e piogge continue, di frutti sani se ne sono sviluppati pochi, ma tra fiori e germogli, di frittelle e fiori e talli stufati non ne potevo più, e dopo che miss ophelia mi ha svelato la possibilità di fare delle frittelle dolci secondo una tradizione di queste parti nordiche (e spero tanto che ci riveli la ricetta ;) ), mi riprometto di fare un filmato sulla preparazione delle frittelle di fiori di zucca secondo una tecnica tramandata di madre in figlia al paesello del sud e racconto la mia sperimentazione: i fiori di zucca al forno con ripieno ai germogli di zucca.  (Continua)

fermenti vari

— Inviato da reginazabo @ 23:42
di ritorno dal concerto di Tricky, in un periodo di grande assorbimento tra orto e verdure, un post veloce per dire che la ricetta dei crauti è stata riccamente integrata, e che la fermentazione comincia ad affascinarmi seriamente, e se per il momento ho accantonato la pasta madre perché il caldo non perdona, di recente ho ricevuto in dono una yogurtiera e come per magia proprio in quei giorni è comparso su Noblogs un blog che pareva fatto apposta.

crauti, ovvero come usare tanti cappucci e ripiantarne ancora

, — Inviato da reginazabo @ 02:00

Verso metà giugno i cappucci che avevo piantato a marzo erano belli e pronti, e tutti assieme non sapevo proprio come usarli (un solo cappuccio basta per un'infinità di insalate e di riso saltato... per non parlare del fatto che anche tra i più salutisti pochi apprezzano questa verdura che a me assurdamente piace un sacco). Però, lasciandoli nell'orto, sapevo che sarebbero stati mangiati da lumache e bruchi di cavolaie e che quindi sarebbe stato come non averli neanche piantati. Non pensavo di poter fare i crauti senza un'apposito tino, ma poi cercando in giro per la rete ho trovato questa ricetta, mi ci sono cimentata e il risultato è stato tanto soddisfacente che sono andata al mercato per comprare delle nuove piantine di cavolo cappuccio e usare tutto il raccolto per una nuova scorta di crauti.

La pagina della ricetta su cui mi sono basata contiene prima una lunga rassegna storica sulla tradizione dei crauti e sulle varie ricette giunteci dal passato. Per il momento non mi viene voglia di tradurre tutto e mi limito alla sola ricetta. Eccola qui, sintetizzata e integrata con le mie soluzioni personali. (Continua)

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