reginazabo

l'esplosione dei fiori di zucca

, — Inviato da reginazabo @ 00:00

Come se piantandogli un girasole vicino gli avessi fatto un affronto, e non contente di averlo soffocato ben presto con le loro foglie, le zucche si sono prese la rivincita colorando ogni giorno di esuberante arancione tutto il campo conquistato avanzando di qualche millimetro all'ora.

Ogni tanto le sfoltisco, quando noto la comparsa di un frutto taglio i germogli più a valle per dare più linfa alla zucca. Finora, tra umidità e piogge continue, di frutti sani se ne sono sviluppati pochi, ma tra fiori e germogli, di frittelle e fiori e talli stufati non ne potevo più, e dopo che miss ophelia mi ha svelato la possibilità di fare delle frittelle dolci secondo una tradizione di queste parti nordiche (e spero tanto che ci riveli la ricetta ;) ), mi riprometto di fare un filmato sulla preparazione delle frittelle di fiori di zucca secondo una tecnica tramandata di madre in figlia al paesello del sud e racconto la mia sperimentazione: i fiori di zucca al forno con ripieno ai germogli di zucca.  (Continua)

crauti, ovvero come usare tanti cappucci e ripiantarne ancora

, — Inviato da reginazabo @ 02:00

Verso metà giugno i cappucci che avevo piantato a marzo erano belli e pronti, e tutti assieme non sapevo proprio come usarli (un solo cappuccio basta per un'infinità di insalate e di riso saltato... per non parlare del fatto che anche tra i più salutisti pochi apprezzano questa verdura che a me assurdamente piace un sacco). Però, lasciandoli nell'orto, sapevo che sarebbero stati mangiati da lumache e bruchi di cavolaie e che quindi sarebbe stato come non averli neanche piantati. Non pensavo di poter fare i crauti senza un'apposito tino, ma poi cercando in giro per la rete ho trovato questa ricetta, mi ci sono cimentata e il risultato è stato tanto soddisfacente che sono andata al mercato per comprare delle nuove piantine di cavolo cappuccio e usare tutto il raccolto per una nuova scorta di crauti.

La pagina della ricetta su cui mi sono basata contiene prima una lunga rassegna storica sulla tradizione dei crauti e sulle varie ricette giunteci dal passato. Per il momento non mi viene voglia di tradurre tutto e mi limito alla sola ricetta. Eccola qui, sintetizzata e integrata con le mie soluzioni personali. (Continua)

Spontaneismi, cicli naturali e ricette popolari

, — Inviato da reginazabo @ 01:30

Delle varie verdure piantate subito prima dell'inverno e piantate a inizio primavera, i risultati peggiori li ho ottenuti con i finocchi, che sono rimasti piccolini e tendevano a marcire nelle foglie più esterne, con i porri, che sono restati sottili e sono cresciuti solo in altezza, e con le cime di rapa di cui ho già parlato qui e che sono quelle che mi hanno stupito di più: seminate a metà febbraio (ma evidentemente in questo clima settentrionale non è il caso, oppure dovevo prima concimare il terreno, già sfruttato da qualche mese) erano fiorite senza buttare fuori nemmeno una fogliolina e quel poco che ero riuscita a ricavare era durissimo (ovvio: erano già fiorite). Allora ho estirpato l'estirpabile, ho zappato il terreno, l'ho concimato e ho piantato sedano e peperoni. E le cime di rapa sono rispuntate in mezzo alle altre piante, stavolta buttando fuori foglie succose da cui ho ricavato un'intera (!) porzione di cime in padella. Una soddisfazione tale, che ho deciso di riseminare le cime in un terreno concimato e con il clima attuale. Sulla confezione dei semi è scritto che si può. Vedremo cosa succede.

I finocchi e i porri, invece, non hanno fatto altro che seguire il loro ciclo naturale, e io gliel'ho lasciato fare, perché sono piante molto belle e perché così almeno ricavo i semi. Però quando poi i fiori del finocchio sono diventati gialli e li ho recisi per seccarli al buio avvolti nella carta come mi ha consigliato la mia amica riccia, le barbe mi hanno fatto venire voglia di ben altri climi, e anche se lo so che il finocchio selvatico è un'altra cosa, le ho usate lo stesso (quelle più tenere!) per la pasta con le sarde (alla milanisa) e per una variazione sul tema della Pasta c'u finuocchiu, della cui esistenza ero a conoscenza grazie a questo libro, e che ho adattato ispirandomi a questa ricetta.  (Continua)

pasta di pane 3 -- pizza di scarola

, — Inviato da reginazabo @ 01:00

Sto pian piano uscendo dal vortice lavorativo: la consegna dell'orrido libro è in dirittura d'arrivo e anche se non andrò in vacanza, comincio già a sentirmi una donna libera. In realtà oltre a occuparmi dell'orrido libro sono riuscita anche ad angosciarmi e a tormentarmi a livelli di ossessioni paranoiche per la china presa dall'autoritarismo, dal fascismo e dal razzismo italiani senza riuscire più di tanto a elaborare perché l'urgenza della consegna della traduzione non mi lasciava liberi tanti neuroni. Soprattutto non sono riuscita a scriverne, ma per fortuna altr* sono più lucid* di me (1 - 2 - 3), basta dare un'occhiata a diversi blog di NoBlogs, tra cui alcuni linkati qui in basso.

Nel frattempo, però, sta iniziando l'estate, e l'orto va avanti emergenze o meno. Una delle prime cose che sto raccogliendo è l'indivia, che ho seminato verso marzo e ora già bisogna raccogliere sennò fiorisce. Ne ho approfittato per preparare una ricetta tipica napoletana che aspettava solo la maturazione delle piantine: la pizza di scarola in versione vegetariana senza strutto o acciughe. (Continua)

cronache dell'inverno 3: involtini di verza con grano saraceno

, — Inviato da reginazabo @ 00:45

La primavera è decisamente arrivata e ho deciso di allargare l'orto perché tanto con le zanzare c'è poco da crogiolarsi al sole sul prato; intanto, per premunirmi con dei divoratori naturali di zanzare pure molto bellini, ho finalmente montato la batbox: è molto tardi, ma continuo a sperare che qualche pipistrello ritardatario stia ancora cercando casa, tanto più che ha fatto freddo per tutto aprile.

Intanto, oltre a zappare e a concimare con concime organico una parte più ampia dell'orto, mi sono fatta prendere dall'allegria di queste giornate calde e ho anche messo a dimora le piantine di indivia e di pomodori Sammarzano che avevo seminato subito dopo Pasqua, seminando poi zucche e meloni. (Continua)

un ennesimo, futile motivo per odiare la fiera del libro

, , — Inviato da reginazabo @ 23:06

Si avvicina la fiera del libro di Torino, che quest'anno, con la sua scelta di Israele come ospite d'onore a sessant'anni esatti dalla nakba, ha destato una controversia disarmante tra chi, giustamente, propone un boicottaggio alla fiera contro una scelta così inopportuna proprio in un periodo come questo, sempre più catastrofico per la Palestina [qui i racconti di Amira Hass: 1 - 2], e chi denunciava di antisemitismo le voci critiche: l'accusa tipica di chi vorrebbe tanto difendere i soprusi di Israele ma non ci riesce, in effetti.

Il 10 maggio, proprio in occasione della fiera, si terrà a Torino una manifestazione nazionale per la Palestina, e varie iniziative la precederanno. Spero di esserci: alla manifestazione, non alla fiera, che boicotterò nonostante l'invito -- inviato per posta elettronica dall'indirizzo dell'organizzatrice a, credo, qualunque traduttore censito da qualche parte, me compresa (ammazza lo spam!) -- a partecipare a questi incontri sulla traduzione. Su questi eventi avevo già pubblicato un articolo sotto mentite spoglie in un blog che ora sta chiudendo, quindi approfitto dell'occasione per ripubblicarlo, nel caso qualcuno cercasse un ennesimo, e di certo più futile, motivo per detestare la fiera del libro, che d'altronde è pur sempre emanazione del tetro mondo (editoriale) mainstream italiano. (Continua)

il video della pasta madre direttamente dall'archive

, , — Inviato da reginazabo @ 03:04

un primo post di prova per pubblicare video dall'archive invece che dagli altri servizi commerciali che si potevano usare esclusivamente fino a oggi. E finalmente ecco la consistenza della pasta madre ;)


mia madre non era femminista

, — Inviato da reginazabo @ 01:30

Mia madre non era femminista, ma per certi versi mi ha cresciuto come se lo fosse.

Eppure quando mi ha fatto mica è stata a pensarci su. E prima, ventenne nel '68 in una grande città, quelle lotte le ha viste solo da lontano, chissà se con curiosità o con paura. 

Di mia madre, da quando non c'è più, ricerco memorie manuali, i suoi insegnamenti pratici, e i suoi sguardi. A lungo, mentre era viva, ho cercato in lei aneliti di ribellione, di indignazione politica. Pur avendo un profondo senso etico della giustizia, le scelte più drastiche che abbia mai compiuto sono sempre rimaste rinchiuse nella sua immediata sfera privata. Sfatata ahimè da tempo l'idea che il sentire libertario, egualitario e critico sia universale, ho smesso anche di cercare quegli aneliti in lei, ma in realtà comincio a intravedere, oggi più che mai, l'impulso di sopravvivenza, se non di resistenza, e senz'altro la gioia di vivere in maniera autonoma che ha mosso gran parte della sua vita, e che di certo ha dato un'impronta al suo rapporto con me. (Continua)

cronache dell'inverno 2: errori e, forse, soluzioni

, — Inviato da reginazabo @ 18:40

È troppo che non scrivo, e mi riduco al poco tempo che ho per dare un segno di vita prima di prendere il tradizionale treno pasquale che mi terrà sconnessa per qualche giorno.

Ne approfitto per fare una lista di errori che mi sono segnata nel corso dell'inverno e per cui solo di rado ho trovato una soluzione. Forse non c'è, ma è giusto che c'è proprio bisogno di un manuale collettivo di coltivazione biologica. Chissà che non ci riusciamo presto a metterne su uno. (Continua)

non solo negli anni di piombo

, — Inviato da reginazabo @ 03:30
Eppure sappiamo:
Anche l'odio verso la bassezza
Distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
Rende la voce rauca. Ah, noi
Che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
Noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
In cui l'uomo sarà amico dell'uomo
Ricordate noi
Con indulgenza.

da Bertolt Brecht, An die Nachgeborenen
traduzione di Wolfgang Pruscha
 

Questo post, che non è per niente uno scherzo, è però uno scherzo letterario, perché è un commento in italiano a un libro di 478 pagine in tedesco. Difficile che tra chi lo leggerà siano in molti a poter leggere anche il libro, ma la probabilità che succeda è sempre maggiore dell'eventualità che il libro venga tradotto in italiano. (Continua)

cronache dell'inverno: radicchio, polpette e poco altro ancora

, — Inviato da reginazabo @ 03:10

Il sole comincia a mandare qualche raggio caldo e a me è venuta un po' più voglia di strappare qualche erbaccia, girare un po' la terra e vedere che è successo alle piante che avevo piantato a settembre e lasciato stare là, anche sotto la neve.

A dicembre avevo portato in salvo qualche carota ed estirpato il sedano rimasto, ricavandone il mio primo dado vegetale, che ancora sto usando con grande gusto. Le carote e il sedano le ho usate anche per prepararci una bella dose di ragù vegetale che ho congelato per qualche cenetta veloce. Ho usato il granulare di soia, e poi ho deciso di provare a usarlo anche per le polpette. (Continua)

resistere all'editoria

, — Inviato da reginazabo @ 18:00

Nell'ultimo mese mi sono spesso confrontata sulla resa di un particolare romanzo con una casa editrice per bambini con cui lavoro da molti anni e che generalmente tratta i testi tradotti come materiale grezzo da rivedere e da ravvedere come le sembra più opportuno per adattarlo alla sua idea del pubblico di bambini cui si rivolge: alla fine, come di frequente accade, i suoi libri sembrano scritti tutti dalla stessa mano, come testi prodotti da una distopica macchina scrivi-romanzi del Reparto Finzione di 1984(Continua)

una, cento, mille ribollite ribelli

, , — Inviato da reginazabo @ 23:00

E così venerdì scorso c'è stata la cena per il primo compleanno del presidio no dal molin, e per l'occasione ho avuto l'onore di un'immersione totale e globale, da giovedì sera, nell'atmosfera delle fornaci mordaci per la preparazione di un menù ribelle per più di cento persone. (Continua)

marmellata di arance (rigorosamente biologiche, anzi primitive)

, — Inviato da reginazabo @ 02:11

 All'agognata partenza dal paesello delle origini, il nonno, arzillo e novantacinquenne (il vino lo ha fatto lui con le sue mani anche quest'anno, e le olive, e i fichi secchi, eccetera) e la zia ex fricchettona/femminista/macrobiotica mi hanno riempito di autoproduzioni, regali e cimeli. Così me ne sono tornata a casa con:

  • un piatto di struffoli 
  • un vassoio di fichi secchi riempiti di noci
  • una caciotta di pecora che sta invecchiando piano spalmata d'olio e appesta la cucina
  • un sacchetto di olive nere
  • 15 litri tra falanghina e aglianico
  • una cassetta di mele annurche
  • la collezione quasi completa di Linus anni '60-'70, Alter Alter e il Male!
  • e soprattutto un bustone di arance dell'albero nell'orto, più abbandonate a se stesse che bio ;) (Continua)

il primo e l'ultimo capitone della mia vita

, — Inviato da reginazabo @ 23:10

Finché non sono rientrata da un'assenza forzata dalla rete durata troppi giorni e finché non ho trovato il tempo di fare un paio di ricerche in giro per il web ero convinta che questo post sarebbe stato un'allegra ricetta di cucina: del capitone secondo la ricetta di mia nonna, che ho felicemente seguito il 24 dicembre cimentandomi per la prima (e, ora so, ultima) volta in una delle poche tradizioni natalizie che mi fanno star bene -- la preparazione del cenone.

Invece no: la ricetta non la pubblico, perché contrasta nettamente con i miei principi pescetariani, visto che, scopro qui e qui, il capitone è in via d'estinzione proprio per via dell'intenso consumo tradizionale. (Continua)

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