reginazabo

un ennesimo, futile motivo per odiare la fiera del libro

, , — Inviato da reginazabo @ 23:06

Si avvicina la fiera del libro di Torino, che quest'anno, con la sua scelta di Israele come ospite d'onore a sessant'anni esatti dalla nakba, ha destato una controversia disarmante tra chi, giustamente, propone un boicottaggio alla fiera contro una scelta così inopportuna proprio in un periodo come questo, sempre più catastrofico per la Palestina [qui i racconti di Amira Hass: 1 - 2], e chi denunciava di antisemitismo le voci critiche: l'accusa tipica di chi vorrebbe tanto difendere i soprusi di Israele ma non ci riesce, in effetti.

Il 10 maggio, proprio in occasione della fiera, si terrà a Torino una manifestazione nazionale per la Palestina, e varie iniziative la precederanno. Spero di esserci: alla manifestazione, non alla fiera, che boicotterò nonostante l'invito -- inviato per posta elettronica dall'indirizzo dell'organizzatrice a, credo, qualunque traduttore censito da qualche parte, me compresa (ammazza lo spam!) -- a partecipare a questi incontri sulla traduzione. Su questi eventi avevo già pubblicato un articolo sotto mentite spoglie in un blog che ora sta chiudendo, quindi approfitto dell'occasione per ripubblicarlo, nel caso qualcuno cercasse un ennesimo, e di certo più futile, motivo per detestare la fiera del libro, che d'altronde è pur sempre emanazione del tetro mondo (editoriale) mainstream italiano. (Continua)

mia madre non era femminista

, — Inviato da reginazabo @ 01:30

Mia madre non era femminista, ma per certi versi mi ha cresciuto come se lo fosse.

Eppure quando mi ha fatto mica è stata a pensarci su. E prima, ventenne nel '68 in una grande città, quelle lotte le ha viste solo da lontano, chissà se con curiosità o con paura. 

Di mia madre, da quando non c'è più, ricerco memorie manuali, i suoi insegnamenti pratici, e i suoi sguardi. A lungo, mentre era viva, ho cercato in lei aneliti di ribellione, di indignazione politica. Pur avendo un profondo senso etico della giustizia, le scelte più drastiche che abbia mai compiuto sono sempre rimaste rinchiuse nella sua immediata sfera privata. Sfatata ahimè da tempo l'idea che il sentire libertario, egualitario e critico sia universale, ho smesso anche di cercare quegli aneliti in lei, ma in realtà comincio a intravedere, oggi più che mai, l'impulso di sopravvivenza, se non di resistenza, e senz'altro la gioia di vivere in maniera autonoma che ha mosso gran parte della sua vita, e che di certo ha dato un'impronta al suo rapporto con me. (Continua)

non solo negli anni di piombo

, — Inviato da reginazabo @ 03:30
Eppure sappiamo:
Anche l'odio verso la bassezza
Distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
Rende la voce rauca. Ah, noi
Che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
Noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
In cui l'uomo sarà amico dell'uomo
Ricordate noi
Con indulgenza.

da Bertolt Brecht, An die Nachgeborenen
traduzione di Wolfgang Pruscha
 

Questo post, che non è per niente uno scherzo, è però uno scherzo letterario, perché è un commento in italiano a un libro di 478 pagine in tedesco. Difficile che tra chi lo leggerà siano in molti a poter leggere anche il libro, ma la probabilità che succeda è sempre maggiore dell'eventualità che il libro venga tradotto in italiano. (Continua)

resistere all'editoria

, — Inviato da reginazabo @ 18:00

Nell'ultimo mese mi sono spesso confrontata sulla resa di un particolare romanzo con una casa editrice per bambini con cui lavoro da molti anni e che generalmente tratta i testi tradotti come materiale grezzo da rivedere e da ravvedere come le sembra più opportuno per adattarlo alla sua idea del pubblico di bambini cui si rivolge: alla fine, come di frequente accade, i suoi libri sembrano scritti tutti dalla stessa mano, come testi prodotti da una distopica macchina scrivi-romanzi del Reparto Finzione di 1984(Continua)

un dizionario installabile su linux. il cd sansoni su ubuntu.

, , — Inviato da reginazabo @ 01:10
sottotitolo: ma allora a volte qualche servizio di assistenza che funziona c'è.



Lo scaffale di fronte a me assomiglia a quello di questa foto, soprattutto per i dizionari scompaginati: li ho consultati a lungo negli anni, fino a distruggerli, e anche se li uso sempre di meno perché preferisco i dizionari online (naturalmente assieme a tutte le altre risorse possibili), con il tedesco il privilegio di fare quasi del tutto a meno della carta mi era precluso, perché fino a pochi mesi fa non c'era nessuna risorsa gratuita in rete. (Continua)

Scroogled in italiano, il diritto d'autore e gli scandali della traduzione

, — Inviato da reginazabo @ 16:00

Per collane di ruggine ho tradotto in italiano Scroogled, l'ultimo racconto di Cory Doctorow, una distopia neanche troppo fantastica, un po' didascalica ma molto illustrativa, sulle possibilità di intrusione di Google nella vita privata di ogni singola persona.

Ieri sera, nel pubblicarlo, mi è venuto il magone a scoprire che un'altra traduzione italiana già esisteva, pubblicata da pochissimi giorni, e mi è sembrato di aver perso tempo, e ho trovato inutile anche aver scritto all'autore per chiedergli, appunto, se qualcuno stesse già traducendo e ricevere la risposta che no, nessuno lo stava facendo e potevo andare avanti.

Ma a rifletterci ora, a sangue freddo, dopo aver passato una serata un po' isterica blandita dalla birra e dalle ultime puntate della prima serie di Heroes, mi dico che no: non ho perso tempo, che un autore non può sapere tutto quello che succede di una sua opera rilasciata sotto una licenza Creative Commons che lascia libertà di modifica e che soprattutto la semplice presenza di una licenza che lascia solo alcuni diritti riservati cambia il modo di intendere l'opera, tradotta o meno. (Continua)

postsingular

, — Inviato da reginazabo @ 01:03

Bisogna dirlo: io di fronte al cyberpunk sono praticamente inerme. A ogni trovata nanotech, a ogni episodio di singolarità, a ogni metaverso che prende vita nelle pagine di un libro esulto come se quello fosse il primo romanzo di fantascienza che leggo, anzi, come se non stessi neanche leggendo. Entro nel romanzo, mi faccio trasportare, perdo la cognizione del tempo e dello spazio. 

Così quando ho letto che l'ultimo romanzo di Rudy Rucker era liberamente scaricabile,  (Continua)

ecoconserve: il manuale che mi mancava

, — Inviato da reginazabo @ 16:10

Sta per uscire in libreria, ed è già scaricabile in rete, il libro che mi mancava, e che quest'estate mi sarebbe tanto servito: Le eco-conserve di Geltrude propone ricette di frutta e verdura, possibilmente senza l'uso del calore che toglie sostanze nutritive alle piante, e soprattutto con un approccio all'alimentazione e alla cucina orientato ai principi politici che stanno alla base della mia attività in cucina.
Ma ecco un pezzo dell'introduzione, che parla da sé e che tocca molti degli argomenti che già da tempo volevo trattare in questo blog:

 (Continua)

automatismi redazionali

, — Inviato da reginazabo @ 00:51

Le riflessioni di trapra reduce da Urbino sull'appiattimento della lingua in traduzione mi fanno venir voglia di scrivere sulla festa di Internazionale, non per elogiarla (me la sono inaspettatamente goduta, nonostante la folla, ma sarebbe superfluo: basta comprare il numero di questa settimana per leggere elogi ben più autorevoli), ma per parlare di una mancanza. (Continua)

i traduttori sono pagati male e traducono peggio

— Inviato da reginazabo @ 00:52

Era una frase che mi aveva convinto subito, appena l'avevo sentita durante una lezione, e non ricordavo bene, ma mi pareva che fosse stata attribuita a Gramsci. Credevo che per trovare la fonte avrei faticato molto di più, invece ieri l'ho ritrovata, arricchita dal suo contesto, senza che neanche la stessi cercando.

 (Continua)

riflessioni vecchie e nuove

, — Inviato da reginazabo @ 20:00

Questi giorni sono distratta, non riesco a scrivere. Ho dato molto tempo a qualche evento collaterale del Festival No dal Molin ritornando su vecchie tecniche che non usavo da tempo e su varie riflessioni che mi accompagnano da anni.

Ho provato a scrivere qualcosa sul festival in generale, ma le sue anime sono tante, non riesco a intuirle tutte e provare a confrontarle con altre esperienze o a descriverne solo alcuni lati discutibili o altri positivi non mi pare abbia molto senso.

Al festival il fine settimana scorso abbiamo fatto banchetto e ho comprato Vivere senza padroni di Stefano Boni (scaricabile qui). Una delle coincidenze che mi mettono di buonumore. Leggendolo sono in parte riuscita a spiegarmi questa incapacità. (Continua)

altri libri sui pirati

, — Inviato da reginazabo @ 23:31

Mentre mi accingo a finire di tradurre questo romanzo (su cui voglio proprio tornare, visto che è stata un'esperienza molto singolare, anche perché ho potuto entrare in contatto con l'autrice, attraverso il suo blog), mi capita una cosa molto simile a quello che succede quando senti una parola nuova per la prima volta e poi pare che tutti la nominino ovunque e la senti ripetere da più parti. Proprio quando finivo di leggere il terzo libro di seguito sui pirati, cominciavo a tradurre la parte del romanzo che si svolge a stretto contatto con i pirati. Una specie di dissonanza cognitiva mi aveva fatto completamente scollegare il mio io lettrice dal mio io traduttrice, insomma, la mano destra non si ricordava cosa faceva la sinistra. (Continua)

come si diventa un(')intellettuale

, — Inviato da reginazabo @ 16:00

Ho messo le mani sul primo dei Bianciardini, inediti di Bianciardi pubblicati nella collana "almeno un cent", un'iniziativa di Marcello Baraghini e di riaprireilfuoco.org che verrà presentata l'8 settembre a Elmo di Sorano (GR) durante il 5° Festival della letteratura resistente.

Il testo è liberamente scaricabile, e i libretti, di 16 pagine, non saranno distribuiti nelle librerie. L'invito è a ordinarli e diffonderli il più possibile, e io non vedo l'ora di mettere le mani sugli altri tre numeri.

 (Continua)

scritti, corsari e bucanieri

, — Inviato da reginazabo @ 16:30

Da anni giro attorno, in un modo o nell'altro, ai racconti di pirati e di pirate: dalla storia delle donne corsare di Defoe inserita e tradotta da Alberto Prunetti nell'Arte della fuga al brano di Rediker pubblicato su A rivista anarchica (tradotto da Roberto Ambrosoli), già ero contenta di sapere che fossero esistite Mary Read e Anne Bonny.  (Continua)

Microluci

, — Inviato da reginazabo @ 16:15

Aspettando di riprendermi dai miei lunghi giri e dalla vertigine spaziotemporale che me ne deriva sempre, copio questo brano dal Grande libro dei bug(Continua)

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