Sitayana a ritmo di blues

  • March 31, 2009 12:35 am

Che cosa c’entra Sita, divina protagonista del Ramayana, con Annette Hanshaw, una delle prime grandi cantanti jazz, con le licenze libere e con il femminismo? C’entra, se a mettere tutto assieme è Nina Paley, premiata cartoonist statunitense e autoironica anarcosindacalista individualista che dopo tutta una serie di corti (da non perdere, The Stork, "La cicogna"), ha realizzato il suo primo lungometraggio, Sita Sings the Blue,
rilasciandolo direttamente sotto una licenza Creative Commons per
donarci la sua opera anche se, scrive, "come tutta la cultura, già
vi apparteneva".

Sita è una dea indù, la protagonista principale del poema epico indiano Ramayana.
Moglie fedele, Sita segue suo marito Rama in esilio per quattordici
anni in una foresta solo per essere rapita dal malvagio re di Lanka.
Pur essendo restata fedele al marito, Sita deve superare molte prove.
In Sita Sings the Blues, la sua storia è filtrata dallo sguardo
femminista dell’autrice, che decostruisce la sacralità di un mito
misogino raffigurando Sita come una Betty Boop passata per Bollywood
che canta canzoni d’amore anni ’20 con la meravigliosa voce di Annette
Hanshaw.

Alla
sua storia si affianca quella autobiografica della stessa Nina Paley,
che ha cominciato a confrontarsi con il mito di Sita poco prima che
suo marito la lasciasse con un’e-mail spedita dall’India, e mentre la
sacralità del mito viene ulteriormente messa in discussione dalla voce
dei narratori indiani, rappresentati come tre ombre cinesi che
ricostruiscono la trama attraverso i loro ricordi esitanti e la loro prospettiva moderna, le due
protagoniste escono rafforzate dalle prove affrontate, in un ironico percorso
di emancipazione femminile che continua a risuonare nella spettatrice
attraverso le melodie che danno ritmo all’intera visione.

Il film si può guardare in streaming e scaricare in diversi formati (qui i sottotitoli in italiano), e presto sarà disponibile il DVD (con sottotitoli in diverse lingue), ma bisogna dire che rilasciarlo non è stato facile: Sita Sings the Blues contiene
undici pezzi registrati da Annette Hanshaw tra il 1927 e il 1929, e
anche se Nina Paley è riuscita a rintracciare registrazioni non
protette da diritti d’autore, le composizioni sono ancora ben rinchiuse
nella gabbia del copyright, e per pubblicare il film la regista ha
dovuto versare una somma consistente alle major nonostante il film non
sia distribuito da realtà commerciali e non si prevedano entrate
notevoli prossimamente. Grazie alle donazioni, però, il progetto è
andato avanti e ora Sita può girare libera per il mondo. Per sostenere
il suo progetto si può contribuire in molti modi: con una donazione, acquistando
il film su vari formati (il DVD sarà pronto ad aprile) e/o i diversi
gadget disponibili e, soprattutto, organizzando proiezioni e segnalandolo a Nina. That’s all!