Carciofini sott’olio a ritmo di Balkan Rock

  • April 18, 2010 5:30 pm

Cosa c’entra il rock balcanico con i carciofini? Tutto, se a fare da colonna sonora al lungo lavoro di pulizia dei fiori sono i racconti di Radmila sulla new wave jugoslava degli anni ottanta, l’interregno fra la morte di Tito e l’ascesa del nazionalismo e del turbofolk in cui le città jugoslave furono animate da un’ondata underground che ha anticipato la scena internazionale del garage punk anni novanta.

Mentre li preparavamo, Radmila ha scattato alcune fotografie, ed ecco la ricetta illustrata dei carciofini sott’olio.

Ingredienti: qualche chilo di carciofini, più piccoli possibile – guanti di lattice – limoni biologici – 1 litro d’aceto – 2 litri d’acqua – sale – olio extravergine d’oliva buono – ginepro – alloro

Si tolgono il gambo e le foglie più esterne dei carciofini, se ne taglia la punta e si lasciano in ammollo in acqua e limone. Vi consiglio caldamente di effettuare quest’operazione con i guanti di lattice, altrimenti alla fine avrete le mani marroni per giorni. Si capisce quando bisogna smettere di togliere le foglie nel momento in cui un coltello affilato ma non seghettato affonda nella parte superiore delle foglie senza fatica.

Quando tutti i carciofini sono pronti, si mette a bollire un litro d’aceto con due litri d’acqua leggermente salata in una pentola ampia. All’ebollizione si aggiungono i carciofini, che vanno lasciati bollire per 10 minuti o comunque finché non risultano al dente.

Si scolano i carciofini e si lasciano ad asciugare a testa in giù su uno straccio pulitissimo per una notte.

Al mattino seguente si versa un lettino d’olio nei vasetti sterilizzati e si invasano i carciofini con poche bacche di ginepro e qualche pezzetto di foglia d’alloro. Al termine dell’operazione si riempiono i vasetti d’olio coprendo del tutto il contenuto.

Il giorno dopo si riaprono i vasetti e si rabocca l’olio in modo che il contenuto non sia a contatto con l’aria. Dopodiché si chiudono i vasetti ermeticamente e si lascia il tutto a insaporirsi per almeno un mese.